acrilico, collage e pennarello su cartoncino, cm 30x40; 2026
Nel ritratto di Michalis Goumas, realizzato da Andrea Mattiello, la figura mitologica di Poseidone si spoglia delle sue tradizionali iconografie classiche per incarnarsi in un'icona pop potente e introspettiva. L'opera diventa la rappresentazione visiva di un dio che non governa semplicemente il mare, ma che è il mare stesso.
La barba come spuma marina:
Il volto del dio è dominato da una barba monumentale che non è fatta di peli, ma di
energia cinetica. I frammenti bianchi e grigi del collage si stratificano come la schiuma che si frange violentemente sugli scogli dopo una tempesta, evocando il temperamento impetuoso e l'ira incontrollabile del dio del mare.
La camicia-oceano: Le spalle e il torso del dio si fondono senza soluzione di continuità con l'elemento acquatico. La camicia geometrica diventa un oceano in tempesta, un vortice di correnti marine reso attraverso frammenti di blu profondo, verde smeraldo e riflessi di luce dorata, che simboleggiano gli abissi insondabili del suo regno e del suo palazzo sommerso ad Ege.
Il volto come mappa dei mari: I lineamenti fieri, visti rigorosamente di profilo come sulle antiche monete greche, sono sezionati in campiture che ricordano una mappa nautica o i confini di isole remote. La pelle stessa del dio è una cartografia di coste e abissi, una testimonianza visiva di come ogni ruga e ogni ombra sul suo viso racchiudano la rotta di una nave o il destino di un marinaio.
Andrea Mattiello non dipinge un Poseidone distaccato sull'Olimpo, ma una
divinità arcaica e moderna al tempo stesso, intrappolata nel flusso del divenire. È il ritratto di un dio pensieroso, la cui mente è vasta e profonda come gli oceani che governa.
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Nel ritratto di Andrea Mattiello, la figura mitologica di Poseidone si spoglia delle sue tradizionali iconografie classiche per incarnarsi in un'icona pop potente e introspettiva. L'opera diventa la rappresentazione visiva di un dio che non governa semplicemente il mare, ma che è il mare stesso.
La barba come spuma marina: Il volto del dio è dominato da una barba monumentale che non è fatta di peli, ma di energia cinetica. I frammenti bianchi e grigi del collage si stratificano come la schiuma che si frange violentemente sugli scogli dopo una tempesta, evocando il temperamento impetuoso e l'ira incontrollabile del dio del mare.
La camicia-oceano: Le spalle e il torso del dio si fondono senza soluzione di continuità con l'elemento acquatico. La camicia geometrica diventa un oceano in tempesta, un vortice di correnti marine reso attraverso frammenti di blu profondo, verde smeraldo e riflessi di luce dorata, che simboleggiano gli abissi insondabili del suo regno e del suo palazzo sommerso ad Ege.
Il volto come mappa dei mari: I lineamenti fieri, visti rigorosamente di profilo come sulle antiche monete greche, sono sezionati in campiture che ricordano una mappa nautica o i confini di isole remote. La pelle stessa del dio è una cartografia di coste e abissi, una testimonianza visiva di come ogni ruga e ogni ombra sul suo viso racchiudano la rotta di una nave o il destino di un marinaio.
Mattiello non dipinge un Poseidone distaccato sull'Olimpo, ma una divinità arcaica e moderna al tempo stesso, intrappolata nel flusso del divenire. È il ritratto di un dio pensieroso, la cui mente è vasta e profonda come gli oceani che governa.
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Invio, Messaggio inviato 21:22 da Tu: Nel ritratto di Andrea Mattiello, la figura mitologica di Poseidone si spoglia delle sue tradizionali iconografie classiche per incarnarsi in un'icona pop potente e introspettiva. L'opera diventa la rappresentazione visiva di un dio che non governa semplicemente il mare, ma che è il mare stesso. La barba come spuma marina: Il volto del dio è dominato da una barba monumentale che non è fatta di peli, ma di energia cinetica. I frammenti bianchi e grigi del collage si stratificano come la schiuma che si frange violentemente sugli scogli dopo una tempesta, evocando il temperamento impetuoso e l'ira incontrollabile del dio del mare. La camicia-oceano: Le spalle e il torso del dio si fondono senza soluzione di continuità con l'elemento acquatico. La camicia geometrica diventa un oceano in tempesta, un vortice di correnti marine reso attraverso frammenti di blu profondo, verde smeraldo e riflessi di luce dorata, che simboleggiano gli abissi insondabili del suo regno e del suo palazzo sommerso ad Ege. Il volto come mappa dei mari: I lineamenti fieri, visti rigorosamente di profilo come sulle antiche monete greche, sono sezionati in campiture che ricordano una mappa nautica o i confini di isole remote. La pelle stessa del dio è una cartografia di coste e abissi, una testimonianza visiva di come ogni ruga e ogni ombra sul suo viso racchiudano la rotta di una nave o il destino di un marinaio. Mattiello non dipinge un Poseidone distaccato sull'Olimpo, ma una divinità arcaica e moderna al tempo stesso, intrappolata nel flusso del divenire. È il ritratto di un dio pensieroso, la cui mente è vasta e profonda come gli oceani che governa.
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