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| andrea mattiello, "Michael" acrilico e collage su cartoncino, cm 20x24; 2026 |
sabato 25 aprile 2026
"MICHAEL"
sabato 11 aprile 2026
"RINASCIMENTO"
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| andrea mattiello, "Rinascimento" acquerello su carta cotone, cm 23x30,5; 2026 Il teschio, per Andrea Mattiello, non è segno di fine, ma di trasformazione. L'artista lo riveste di un colore blu profondo, la tinta che per eccellenza rappresenta il colore della guarigione interiore e della trascendenza spirituale, non più dolore, ma una pace serena. Il blu, evocando il manto della Madonna e l'infinità del cielo, trasforma il resto mortale in un involucro sacro, suggerendo che la vera guarigione avvenga quando l'anima si libera dal peso della materia per farsi pura armonia cromatica. andrea mattiello, rinascimento, acquerello, acquarello, teschio, skull, arte contemporanea, artista, contemporary artist, blu, blue, watercolor |
lunedì 23 marzo 2026
"SPRING"
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| andrea mattiello, "Spring" acquerello su carta, cm 23x30;5; 2026 Nell'opera "Spring" il contrasto tra il teschio e la primavera non è una fine, ma un punto di partenza. Attraverso la delicatezza dell'acquerello, l'artista trasforma un simbolo di mortalità in un terreno fertile, dove la trasparenza del colore suggerisce una rinascita e nuova visione del ciclo vitale. Questa particolare prospettiva estetica invita l'osservatore a guardare oltre l'evidenza, scoprendo la bellezza che germoglia anche dove non ce l'aspettiamo. andrea mattiello, spring, acquerello, acquarello, watercolor, teschio, skull, arte contemporanea, arte, artista, pittore, mostra, mostre, tecnica mista, 2026 |
domenica 15 marzo 2026
"FEDERICO"
L'eco della grandezza della Torre del Barbarossa, la raffinata pittura medioevale e la devozione per Lodovico, così qui viene chiamato San Ludovico, costituiscono il tessuto culturale in cui si svolgerà la mia mostra personale.
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| andrea mattiello, "Federico" acrilico e smalto su tela, cm 50x60; 2026 |
L'opera omaggia la figura di Federico Barbarossa (1122 – 1190), uno dei più importanti imperatori del Sacro Romano Impero e re d'Italia.
Il suo soprannome deriva dal colore rossiccio della sua barba, appellativo datogli dai suoi nemici nelle città italiane.
Il rapporto che unisce il nome dell'imperatore al borgo di Serravalle Pistoiese è legato alla torre che sovrasta il paese e sembra essere più leggendario che strettamente storico, infatti non esistono documenti che confermino la presenza o il passaggio del Barbarossa a Serravalle.
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| Torre del Barbarossa, Serravalle Pistoiese |
La Torre del Barbaraossa è una struttura in pietra calcarea bianca a base quadrata, alta 40 metri, ed è situata nel complesso architettonico denominato Rocca Vecchia. Fu eretta dai pistoiesi intorno al XII secolo come avamposto strategico e di avvistamento per sorvegliare il valico fra Lucca e Pistoia.
Dalla sua sommità è possibile avere uno sguardo aereo sull'intera Valdinievole.
andrea mattiello, stratigrafie, arte contemporanea, filippo basetti, federico barbarossa, serravalle pistoiese, torre del barbarossa, ritratti, portrait, poptrait, contemporary art
giovedì 12 marzo 2026
“NEVER SO CLOSE – MAI COSÌ VICINI” - Personale di Valentino Vannini
“NEVER SO CLOSE – MAI COSÌ VICINI”, MOSTRA PERSONALE DI VALENTINO VANNINI PRESSO “CVM VENIO – Casa Studio Galleria”, LARCIANO (PT) DAL 22 MARZO AL 10 MAGGIO 2026.
Si aprirà domenica 22 marzo 2026, alle ore 18.00, presso gli spazi della Casa-Studio-Galleria CVM VENIO di Larciano, la prima mostra italiana dedicata a Valentino Vannini, artista britannico di origine italiana con base a Londra, a cura di Alberto Ancillotti.
La pratica multidisciplinare di Valentino Vannini – che si esprime attraverso installazioni, sculture, stampe e disegni – ha come oggetto di indagine privilegiato la logica performativa del gay cruising, intesa come espressione provocatoria e resiliente dell’identità queer di fronte alle norme sociali. L’artista si addentra in questo spazio liminare, catturando la natura performativa della ricerca dell’intimità, intrisa di attesa, solitudine e anonimato. Un’arte fatta di presenze, mai esplicite, che sfida le rappresentazioni convenzionali addentrandosi in questo sfuggente regno dell’intimità. Si configura in questo modo un paesaggio sensuale popolato da forme realizzate con materiali grezzi, quali cemento armato, vasellina, cera, resina, bitume, fibre naturali e vetro. Materiali che incarnano tensioni - viscoso e secco, rigido e morbido, durevole e fragile – e che, colati, tessuti e intrecciati, danno vita a strutture scheletriche che cedono verso forme organiche.
La destabilizzazione dei codici scultorei ed architettonici elementari, centrale nella riflessione di Vannini, ha come obbiettivo la ricerca di momenti in cui la struttura, resistendo alle proprie stesse certezze, si abbandona, vulnerabile, in modo giocoso e senza attriti. È in questo abbandonarsi incondizionati che l’artista ci invita a sfidare le nostre percezioni e ci incoraggia a confrontaci con le sfumature dell’esperienza umana in tutta la sua crudezza.
Inaugurazione domenica 22 marzo 2026, ore 18.00.
Finissage, domenica 10 maggio 2026, dalle ore 18.00.
Ingresso libero.
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.
Aperture ed eventi collaterali:
Domenica 12/04/2026
ore 17:00 - inaugurazione della mostra nella mostra di Giulia Razakowa.
Domenica 19/04/2026
ore 18:00 - presentazione del libro d’artista di Mattia Desideri.
Domenica 10/05/2026
Ore 18:00, presentazione del libro di Andrea Pellegrini
Finissage della mostra di Valentino Vannini
Curatore, Alberto Ancillotti
Info e contatti:
“CVM VENIO – Casa Studio Galleria”, Piazza Quattro Martiri, 43 Larciano (Pistoia), 348 3885267
Facebook: CVM VENIO – Casa Studio Galleria
Instagram: cvm_venio
venerdì 6 marzo 2026
"STRATIGRAFIE"
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“STRATIGRAFIE” è il titolo della mostra di Andrea Mattiello che si terrà dal 21 marzo al 2 aprile 2026 presso l'ex Oratorio della Vergine Assunta di Serravalle Pistoiese (PT) a cura di Filippo Basetti e dell'Ufficio Cultura del Comune di Serravalle Pistoiese nell'ambito del secondo ciclo di “Visioni”, mostre di arte contemporanea.
L'artista respira la storia e indaga i luoghi per realizzare una serie di opere site specific che si connettono con la memoria e il passato amalgamandoli con il proprio linguaggio visivo contemporaneo.
I raffinati affreschi trecenteschi e le sinopie che vivono sulle pareti dell'Oratorio, la storia e l'eco della grandezza di famosi condottieri legati a questi luoghi e il forte legame devozionale per San Lodovico, sono gli elementi che danno origine ad una ricerca sulla memoria e la condizione umana.
Strati sovrapposti, letture su piani diversi che si intersecano e interagiscono per creare identità, racconto e comunicazione visiva.
“Stratigrafie” è indagine attraverso la sottrazione, di apparenze superficiali, veli, polvere e consuetudine, ed è al contempo, sovrapposizione, storia che condensa il tempo, svela differenze e continuità creando identità e individualità.
La sinopia era il fondamento della pittura murale, la guida e la base su cui si costruiva l'affresco finale. Un processo alchemico che attraverso i passaggi di stratificazione e sedimentazione porta dal disegno alla pittura, un processo di trasformazione che dal concepimento dell'idea giunge alla sua realizzazione.
Un invito a riflettere sui tempi della nostra esistenza e sulla sua continua evoluzione in cui ogni strato diventa tappa, deposito di tempo e tentativo di sosta, ritaglio prezioso lontano dal frenetico mondo che ci circonda.
Ritagli, frammenti, sovrapposizioni diventano le mappe geografiche che costituiscono i ritratti dell'artista, una costruzione fatta di incastri e accostamenti che aspira ad elevare l'unicità della persona raffigurata preservandone l'essenza e la memoria in una sorta di annullamento temporale.
Fermare l'attimo è sfidare il tempo.
I ritratti di Andrea Mattiello uniscono la tradizione dell'arte antica italiana con la tecnica del collage per creare “icone pop” che vanno oltre il semplice impatto estetico e cromatico offrendosi come pagine di un libro, una vera e propria narrazione visiva che invita all'interazione con il protagonista della tela.
Il volto, o qualsiasi altro soggetto, diventa un mosaico, la ricostruzione della realtà attraverso la stratificazione dei colori, gli incastri e le sovrapposizioni di frammenti di carta ritagliata.
Andrea non ricerca la verosimiglianza con la persona ritratta , piuttosto aspira a farne emergere la natura spirituale che risiede in ogni essere umano, scinderlo dal peso che lo ancora alla materia per elevarlo a pura “anima”, frammento divino, astrazione bidimensionale di Sé.
Aperture:
Domenica 22 e 29 marzo, sabato 28 marzo, dalle ore 16.00 alle 19.00.
Giovedì 2 aprile, ore 21.00.
Dal lunedì al venerdì, su prenotazione, Ufficio Cultura 0573 917218
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domenica 25 gennaio 2026
"VISIONI"







