venerdì 8 novembre 2013

"FACES" drawings and collages



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giovedì 7 novembre 2013

"FACES" drawings and collages




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domenica 3 novembre 2013

DOMANDE DAL BLOG


Benvenuti.



Prima di tutto una buona giornata a coloro che si imbatteranno in questo post.



Mentre stavo lavorando alla realizzazione di una nuova serie di opere per un progetto di cui vi parlerò più avanti,  si è instaurato nella mente un pensiero che vorrei condividere con voi...


"... un artista crea per lasciare una traccia di se' o il dipingere è solo una ricerca d'amore e approvazione...?"

Mi farebbe piacere ricevere commenti e pensieri su questa frase e sentire cosa ne pensate in merito.

Un saluto,

Andrea :)



mercoledì 30 ottobre 2013

ANDREA MATTIELLO: NEXT EVENT



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giovedì 17 ottobre 2013

"PAPER"; Primo Piano Livingallery - Lecce





PAPER
19 OTTOBRE - 13 NOVEMBRE 2013
Inaugurazione SABATO 19 OTTOBRE ore 20,00
A cura di Dores & Rose Sacquegna

Con la mostra PAPER, la Primo Piano LivinGallery, ha il piacere di presentare un progetto ambizioso dedicato alla carta, con opere di artisti nazionali ed internazionali. Nel palazzo che ospita la galleria, nelle sale attigue a quelle adibite alle esposizioni, c’è la Primo Piano Atelier, un laboratorio artigianale dedicato allo studio e alla pratica delle tecniche della Grafica d’Arte. PAPER è suddivisa in tre sezioni: Grafica d’Arte, Illustrazione, Poesia Visiva. La mostra comprende opere che risalgono ad un arco di tempo che va dal 1980 ad oggi.
La mostra si pare con l’intervento di SALVATORE LUPERTO, direttore del Museo MACMa a Matino (Lecce), che presenterà il video “SAL  SAL INA  SAL ENTO, il mito della Poesia Visiva” e con la performance “Voce” dell’artista di poesia visiva e sonora LILIANA EBALGINELLI.
Note sul video in proiezione: “SAL  SAL INA  SAL ENTO, il mito della Poesia Visiva” è un prezioso documento audiovisivo, presentato al Museo MACMa di Matino (Lecce), in occasione del Cinquantenario dalla nascita della Poesia Visiva. Il video, curato da Salvatore Luperto, è stato realizzato grazie alla collaborazione di Giovanni Giangrande, Liliana Ebalginelli e Biagio Putignano. Il filmato, sponsorizzato dalla Banca Popolare Pugliese, recensito da Lamberto Pignotti, già presentato il 22 Maggio 2013 dal noto critico Claudio Cerritelli presso l’Accademia di Brera di Milano, nella Biblioteca Comunale di Tuglie (Le), all’Accademia BB.AA di Roma è attualmente inserito nei programmi delle iniziative culturali (in luoghi istituzionali e non) delle città di Firenze e di Palermo.
Dalla premessa di Salvatore Luperto: “Nel 1963 alcuni giovani intellettuali, poeti, artisti, musicisti, filosofi, animati di spirito critico, fondano a Firenze il Gruppo Settanta e attuano una battaglia semiotica contro il potere costituito e il cosiddetto “quarto potere” attraverso una nuova lingua mutuata dal linguaggio della civiltà tecnologica e dai mass-media. Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti e poi Michele Perfetti, Lucia Marcucci, Roberto Malquori, prelevano immagini e testi da altri contesti (riviste, manifesti, rotocalchi, pubblicità) e cancellandoli o associandoli ad altri segni, scritte e parole ne manipolano il significato, smascherando l’autentico obiettivo della stampa e della sua capziosa pubblicità. Con lucida ironia criticano la società e i sistemi di comunicazione, attraverso la decontestualizzazione e la scomposizione delle immagini che reinterpretate vengono ricomposte in nuovi e più convincenti significati poetici. Dopo cinquant’anni, questo storicizzato e consolidato evento, viene proposto decontestualizzato dai consueti topos (libri, cataloghi, riviste, mostre, musei) e ricontestualizzato nella Salina dei Monaci della Palude del Conte di Torre Colimena, nel Salento”.



ARTISTI IN MOSTRA:

 Fernando Andolcetti, Nanni Balestrini, Ferruccio Cajani, Ugo Carrega, Cosimo Cimino, Marina Comandini, Susan Dutton, Liliana Ebalginelli, Nicola Elia, Vittorio Fava, Anselmo Febles, Oscar Gillespie, Matthiew Giuffrè, Monique Ariello Laugier, Roberto Malquori, Jerome Maillet, Marco Marchiani Mavilla, Lamberto Pignotti, Michele Perfetti, Dores Sacquegna, Adriano Spatola, William Xerra.
PRIMO PIANO ATELIER – E’ la sezione dedicata alla didattica e all’insegnamento di tecniche dell’incisione tradizionale e sperimentale (Calcografia, Xilografia, Linoleumgrafia, Litografia) e del Libro d’Artista. L’Atelier, aperto nel 2006, ospita annualmente artisti e incisori, provenienti da ogni parte del mondo, che seguono corsi full immersion. Il lab è diretto da Dores Sacquegna. Info: www.primopianoatelier.com

LILIANA EBALGINELLI - Nata a Schio (VI), vive a Milano. Dopo l'esperienza di ricerca nel campo della cultura popolare italiana, collabora con l'associazione Archivi del '900 di Luigi Olivetti, curando nel 2000 la mostra A!E!I!O!U! Aldo Palazzeschi: 1905-1914 (CD audio, Leditrice, 2001). Da anni opera nel campo della poesia visuale e sonora. Con Ferruccio Cajani ha fondato nel 2001 lilianaebalginelli Editrice (specializzata in visual e-book e CD fonici, attiva fino al 2005) e la rivista bilingua online di poesia contemporanea ULU-LATE da lei diretta e cui collabora Arrigo Lora Totino. Mostre personali:
Esplodità con Paolo Brunati Urani, Ferruccio Cajani e Arrigo Lora Totino (Museo della Carale, Ivrea 2010), Psiche poema in versi e Xl tavole (Officina Coviello, Milano 2011), Vado là e nulla mi può gridare con Anna Oberto e Lucia Pescador (Museo della Carale, Ivrea 2011).
Libri editi: L (1999), Voyage (coautore F. Cajani, 2001), L/Amami (2007), Medusa (coautore Antonio Agriesti, (2009), Manes (2010), video Sal Salina Salento, Il mito della poesia visiva (2012). Info:www.ulu-late.com



Eliana Ebalginelli


William  Xerra




Primo Piano LivinGallery
Viale G. Marconi 4
Lecce, Italy 73100
Tel/fax: 0832.30 40 14

GIORNI E ORARI
dal lunedì al venerdì dalle ore 11-13/16-19:30
Sabato dalle ore 16-20

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lunedì 7 ottobre 2013

"LIKE A PRAYER" - "COME UNA PREGHIERA"


andrea mattiello "Come una preghiera"
acrilico, pastello e collage su tela cm 20x20; 2009

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domenica 29 settembre 2013

"SECRET PROJECT REVOLUTION" - Madonna and Steven Klein


Benvenuti.

Dopo tanta attesa, anticipazioni, curiosità e interrogativi, non potevo non omaggiare con un post il "Secret Project Revolution" firmato Madonna e Steven Klein.

Un inno alla libertà personale e di espressione, alla capacità di poter avviare un "cambiamento creativo" contro l' intolleranza in ogni sua forma.

"L'obiettivo è quello di mostrare attraverso il Secret Project il mio impegno creativo nell'ispirare il cambiamento del mondo attraverso l'espressione artistica. Spero che il mio film e gli altri mezzi di Art For Freedom smuovano le persone nell'esprimere la propria espressione creativa per aiutare a combattere l'oppressione"

Madonna



"Questo film opera su molti livelli. Esamina le nostre prigioni private, mette in discussione quello che facciamo, come lo facciamo e il modo in cui trattiamo gli altri, mettendo in discussione i nostri governi e i nostri modelli di pensiero. Pensateci. Il potere dell'arte può portare alla pace..."

Steven Klein



sottotitoli in italiano




Un mio piccolissimo personale "contributo" per omaggiare le tematiche legate al Secret Project


andrea mattiello "la rivoluzione viene da dentro"
acrilico su adigrafia su carta cm 35x25; 2012



Al prossimo post ;)

Andrea

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mercoledì 25 settembre 2013

"MASCHERATO" - "MASKED"


andrea mattiello "Mascherato"
acrilico, pastello, grafite e collage su tela cm 60x70; 2009

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giovedì 19 settembre 2013

"NAMJI, NUCHU, GIO' O, HINA NAGASHI, THE IMPORTANCE OF "DOLLS" IN RITUAL ARTS"

Namji, Nuchu, Gio'o, Hina Nagashi, the importance of “dolls” in ritual arts

The history of dolls is centuries-old: made for ritual votive purposes, their traces have been found in the most ancient societies. Afterwards, they became ludic objects increasingly involved in mass distribution. Dolls have been made with various materials such as paper, cardboard, wood, porcelain, wool, and they have been crafted in all shapes and dimensions to make precious play “objects”. But a deeper, archetypical importance lies in the object “doll”, a value that goes beyond the mere pastime or home accessory. First, the doll (plush toy or baby doll, depending on the materials it is made of) is the more or less caricaturized image of the man; this direct bond causes an intrinsic relationship between the “toy” and its owner, a relationship made of exchange and interplay in which the user can imagine, express, and concretise all their anxieties, their doubts, their incoherence and their fears.
Dolls, therefore, can be seen with no further doubt as the mirror of society, of territory, its inhabitants and their tradition and rituality. This everlasting ritual link connects Central-Western Africa (Cameroun), Central America (St. Blas Islands, Panama coasts and internal Columbian woods), Southern Europe (Northern Tuscany area, Italy) and Eastern Asia (Japan), places where today survives a strong rituality connected to these traditions. In Africa, specifically in the Cameroun area, the Namji tribe creates wooden dolls embellished with beads, feathers, cloth and many other elements. Their final purpose is to be given to young girls, who will play with them and, at the same time, receive a propitiatory influence on their fertility. Girls give a name to such dolls, nourish them and take care of them, carrying them everywhere they go, creating an uninterrupted dialogue. This ritual contributes to prepare the young Namji woman to maternity.

Namji Doll Camerun


Namji Ritual Doll, Camerun

It is not by chance that I have mentioned my “Gio'o dolls” in this article, because they, like the Namji dolls, have a “propitiatory” function. The name of my creations comes from the word “gioco” (game in Italian) that in the dialect spoken in my area (Serravalle Pistoiese) becomes “gio'o” (the 'c' is silent). I chose this name because playing is an essential part of the human being, at any age. Playing is the easiest way to learn to relate to others and to the world around us. The ritual characteristic of “Gio'o dolls” does not lie in their final form, but in the act of creating them, which I perform as a real Mantra. I often feel lonely, but not the kind of physical loneliness of those who have nobody around them, rather an absolute loneliness that, in some cases, feels like a painful “interior emptiness”. This generates a sense of misery in me, which is the cause of my continuous need of human interaction; I fill this void with the creative ritual of “Gio'o dolls”. The holiness and the monotony of the actions, which start with choosing wood to create the doll and end with the final opera, coloured and decorated, are a sort of repetitive prayer that has the power to alleviate my pain. The doll I created, therefore, had the aim to protect me from the demon of loneliness and also became the keeper of the memory of its creation when, during all the stages of the process, I never felt lonely.

Gio'o Doll Filippo Biagioli

Filippo Biagioli Gio'o Doll, Italy (Serravalle P.se)

Gio'o Doll Filippo Biagioli Arte Tribale Contemporanea

Filippo Biagioli Gio'o Doll, Italy (Serravalle P.se)

 Gio'o Doll Filippo Biagioli European Ritual Art

Filippo Biagioli Gio'o Doll, Italy (Serravalle P.se)

Gio'o Doll Filippo Biagioli European Tribal Art

Gio'o Doll Filippo Biagioli European Tribal Art

The protective and curative side of the process is even more evident in the Central American area, where the Kuna (Cuna) people, about 20000 individuals living between St Blas Islands and Colombian forests, makes some “Spirit dolls” called Nuchu. They are made with wood and their appearance can range from being simple and instinctive to more detailed and elaborated. What stimulates my curiosity about Nuchu dolls is that they are not crafted by a single person in charge of this work, but by two entities, as if the creation of a ritual object (a doll, in this case) was a process of enrichment through “passing down” a tradition within a tribe, instead of being a single work of the shaman (curandero, tribal doctor or whatever other name we want to give to the spiritual and curative leader of the tribal society). The first step in the crafting process is made by the woodcarver, who decides the shape of the doll according to their ability, then the doll is given to the local doctor who has the power of inserting a “spirit” into it. The spirit that will find a home in it will always be a positive, good natured one, will never be negative, dangerous or evil to other people because the ritual value of these dolls lies in the protection of their owner's health. In fact, it is a popular belief that “bad” or “evil spirits” often get into the body of an ill person to make their recovering harder. Nuchu dolls are created to prevent these events.

 Kuna Doll Cuna Panama 01

Kuna Nuchu Doll, Isole San Blas

Kuna Doll Cuna Panama 02 isole San Blas

Kuna Nuchu Doll, Isole San Blas

Kuna Doll Cuna Panama Isole San Blas

Kuna Doll Cuna Panama Isole San Blas

Great importance is given to evil spirits and health in the ancient ritual of Hina Nagashi, which is performed in Japan during Hina Matsuri (Festival of Dolls). It is a popular belief that these bidimensional dolls (but the traditions vary from region to region) , made of wood or hay, can attract and trap inside themselves evil spirits and the ilnessess of young women; therefore, during the days of the Festival, it is a tradition to lay these dolls on watercourses so that the flow can take them away, along with ilnesses and evil spirits hoarded during the year.

 Hina Nagashi Japan Hinamatsuri

Hina Nagashi ( 雛祭り) ( 雛流し ), Japan

Hina Nagashi Japan 02

Hina Nagashi ( 雛祭り) ( 雛流し ), Japan

Hina Nagashi Japan copia

流しびな 提供 Hina Nagashi Japan Hinamatsuri

The purpose of the ritual connected to the handcrafting of the doll changes, as we have seen, from zone to zone. The common trait of ritual importance uniting the various areas is to be found in the consideration and collocation of this image of a human figure between Mankind, the people who actually lives and walks on Earth, and an Superior Spirit. The latter, housed in the doll, becomes a concrete and familiar element, a sort of protector or guardian for its owner to the point of creating an unbreakable link of mutual enrichment between the doll and the person who possesses it.

I would like to thank the Japanese Institute of CultureShimogamo-jinja.or.jpMAP Museo Arti Primarie - Primary Art Collection C. Felici - Daisy TrioloAlice Borchi.

Filippo Biagioli
contemporary tribal art artist